Sempre alla ricerca di nuovi Vermouth lontani ed anche lontanissimi, proprio non ricordavo di un vermouth proprio sotto casa a Silvano d'Orba
Unico, che io sappia, vermouth dell'Oltregiogo, sfuggente, forse anche per una etichetta atipica e la scelta di farlo riconoscere più come vinum absinthiatum che come vermouth rosso.
In evidenza la dicitura Vinum Absinthiatum che riporta alle antiche origini
Prodotto a Silvano d'Orba nel Borgo della Grappa dalla distilleria Gualco
La distilleria è nota per le grappe
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Silvano d'Orba - borgo della grappa
Retro etichetta , si nota il bel colore cerasuolo
Il colore è molto bello, un cerasuolo dato dall'abbinamento del dolcetto, una piccola parte di moscato ed una base di cortese con una piccola dose di caramello - tutti vini tipicamente locali.
Particolare: al primo naso risaltano i profumi di chinotto e di arancia amara, l'erbaceo prevalente è la genziana
In bocca si nota subito una sensazione di calore, i 19°C si sentono tutti, e il chinotto e la genziana manifestano chiaramente la loro presenza, una buona acidità favorisce la salivazione, un vero aperitivo con le note amare che prevalgono ed infine una grande persistenza che continua all'infinito se non si mette qualcosa in bocca.
Cerchiamo di dare una risposta ad una domanda esistenziale:
Che c'entra un Giolito nella storia del Vermouth?
Partiamo da lontano, dalla Spagna e precisamente da Reus in Catalogna dove esiste una bella tradizione di Vermouth, ed un ricco Museu del Vermut
Si legge questo interessante riferimento
"El primer referente histórico del incipiente vermut lo encontramos en 1549, cuando Constantino Cesare De Notevoli, en su obra Ammaestramenti dell’agricoltura, nos habla de una receta de vino con absenta que tenía fines terapéuticos y curativas."
Detto e fatto: una piccola ricerca, e si trova il testo dell'antico manoscritto
La sorpresa è nelle prime pagine con il logo dello stampatore, tal Gabriel Giolito Di Ferrari di Trino e da Torino residente in quel di Venezia ma piemontesissimo, noto tipografo, immortalato anche in un quadro del Tiziano
Cominciamo con il lato triste dell'Assenzio, l'erba "maledetta" sin dalla Bibbia
Apocalisse 8-10 8-11 Poi sonò il terzo angelo, e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia; e cadde sulla terza parte dei fiumi e sulle fonti delle acque. Il nome della stella è Assenzio; e la terza parte delle acque divenne assenzio; e molti uomini morirono a cagione di quelle acque, perché eran divenute amare.
Non c'è molta allegria in queste righe, proseguendo si arriva alla fine del 1700 con un medico francese che sfuggendo alla rivoluzione, in Svizzera si inventa il liquore.
Periodo difficile, Decadentismo, la piaga dell'alcolismo
basta guardare il famoso quadro di Degas , Absinthe per capire l'atmosfera.
L'assenzio come porta per l'inferno, uno stato alterato di coscienza che rendeva l'artista visionario, esercitò il suo fascino a cavallo tra il 1800 e 1900 tra poeti maledetti, Baudelaire, Rimbaud, Verlaine e tra pittori come Toulouse Lautrec, Degas, Manet.
La Fee Verte
Proibizione nel 1915, sono prese a pretesto risse e omicidi.
Il mito rivive negli anni 70 con la riscoperta del tujone, forse perchè assomiglia ad una molecola della Cannabis
1986 - la Tragedia di Chernobyl solo per ricordare che in ucraino Chernobyl significa assenzio
2007 - Marilyn Manson, produce il proprio liquore all'assenzio in Svizzera, la gradazione non poteva che essere 66,6° e gli Stati Uniti tolgono il divieto all'importazione
Passiamo ora al lato allegro dell'assenzio di cui il Vermut ( in tutte le sue grafie) è l'apoteosi.
I greci davano l'assenzio ai bambini con il miele, e non morivano, ed è già una bella notizia, e ci siamo anche spostati geograficamente
La differenza dell'assenzio ben usato salta subito all'occhio guardando questo famoso spot
La patria del Vermut è il Piemonte anche se i toscani di Prato ne rivendicano l'origine. In Toscana però il vermut rimane relegato in ambito familiare, Al giorno d'oggi un'unico produttore è presente a Prato la "Numquam sas".
Cosimo Villifranchi Oenologia toscana vol 2 -1773
Come si vede lo scritto risale a qualche anno prima del 1786, anno in cui Carpano, che aveva il negozio in piazza Castello elaborò la sua ricetta. Il fornitore di Carlo Alberto era però Rovere in via San Tommaso che aveva una sua ricetta poi rilevata dai fratelli Cora.
Ma perchè il Piemonte è la patria del Vermuth? Risponde Alfredo Scofienza titolare con le sorelle de La Canellese, storica cantina di Canelli ora a Calamandrana(AT)
1) abbiamo il vino, al tempo solo moscato che aiutava a minimizzare gli alti costi dello zucchero,
ora si usano vini più neutri come cortese o trebbiano.
2)abbiamo le Alpi vicine con tutte le erbe alpine di corredo.
3) Genova è vicina, passava da noi la via del sale, non solo sale, acciughe, ma dal porto di mare anche le spezie di oriente
Batteria della Canellese
Disciplinare del vermut
Gazz.uff. 19/02/1992
La definizione di vermut si differenzia sensibilmente da quella
generica di vino aromatizzato.
Tale differenza e' dovuta al fatto che per il vermut:
possono essere utilizzati, esclusivamente i vini di cui all'art.
2, paragrafo 1, lettera a), del regolamento n. 1601/91 senza aggiunta
di mosti;
tra le sostanze aromatizzanti devono essere sempre presenti le
sostanze estratte dalle diverse specie di Artemisia;
per l'edulcorazione possono essere impiegati solamente zucchero
bruciato, saccarosio, mosto di uve, mosto di uve concentrato e mosto
di uve concentrato rettificato.
Piccola degustazione
Relazione giurati Esposizione Vienna 1873
Caratteristiche
Relazione giurati Esposizione Vienna 1873
Vermouth di Torimo Mainardi
Bottiglia vuota - gradazione bassa
Saggezza e furbizia
Relazione giurati Esposizione Vienna 1873
La disputa attuale è sulla gradazione, permettere i 14,5° di alcol minimo come vogliono le grandi aziende o restare a 16° come vogliono i tradizionalisti.