Visualizzazione post con etichetta degustazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta degustazioni. Mostra tutti i post

giovedì 18 giugno 2015

Con i Sommelier Fisar a Villa Sparina

Dopo tanta pioggia una bella giornata limpida e serena.
Ci ritroviamo alle 18 a Villa Sparina un vero e proprio chateaux  nelle colline del Gavi nella zona di Monterotondo, con 100 ettari di cui una sessantina a vigneto che circondano la casa padronale che risale al 1700 ora di proprietà della famiglia Moccagatta e che ha al suo interno un Resort ed un noto Ristorante: La Gallina.

Il Campanile di Monterotondo e l'orto con piccoli frutti di bosco


Iniziamo dalla cantina con il " Maître de Chai" che ci accompagna e ci mostra orgoglioso i suoi gioielli:

La Cantina del 1700

Antica Cantina di Villa Sparina


Le Pupitre - in cantina temperatura costante di 13°C tutto l'anno

La maestosa barricaia


Le vigne

Le vigne - altro lato


Pronti per la degustazione
In assaggio ci sono il Villa Sparina Brut VSQ Metodo Classico, il Villa Sparina Gavi D.O.C.G. del Comune di Gavi   2014 ed il MonteRotondo Gavi D.O.C.G. del Comune di Gavi  in Magnum varie annate 2007 , 2003 che evidenziano la buona tenuta di un vitigno come il Cortese.
Il vitigno si distingue per vigoria e produzione elevate con grappoli dal medio al grande, Quando l’uva è raccolta precocemente,  si ottengono vini di buona acidità, poco strutturati, da bere giovani oppure da usare per la  produzione di spumanti ,Da terreni con buona esposizione  e  grappoli più maturi si possono ottenere  vini di maggiore complessità ed eleganza come il Monterotondo.

Commenti. grande bevibilità del Gavi base, un vino gastronomico che non delude, il brut ha una spiccata acidità, citrino, pecca nel nel perlage, ma in bocca fa il suo dovere. Il Monterotondo gira rotondo, profumi dolci di vaniglia, il 2007 è di grande mineralità con accenno di idrocarburi, il 2003 già in fase calante per leggera ossidazione, proponibile in accostamento con formaggi non erborinati.

Accompagnano i vini un ricco buffet di affettati vari, focacce, fritti di verdurine, ed un risotto alla robiola di Roccaverano


La musica è finita.. gli amici se ne vanno
La location è da favola: un grazie alla proprietà dei Moccagatta per l'invito, impeccabile il servizio.
Una bellissima serata!

lunedì 1 dicembre 2014

Terzo Tempo

Piove anche a Nizza Monferrato in questo fine Novembre pazzerello con temperature miti.

Il Belbo si ingrossa,  il Rio Nizza pure.

immagine di repertorio


ci rifugiamo in un angolo della Piazza: al Terzo Tempo - Osteria Moderna

Una volta c'era un cinema, e se lo sai si vede.
Tavoli disposti su tre livelli con una cameriera gentile che saltella su e giù
ed il titolare con qualche kiletto di troppo che la segue, ma suda le sette camicie.

Buona disposizione dei tavoli e dei clienti, nessuno disturba nessuno, è piacevole chiacchierare mentre si scelgono i piatti, e sopratutto il vino.

Il menù è ricco, tante cosette appetitose: provare per credere!
La carta dei vini è notevole, e poi ci sono in serbo sorprese: basta chiedere!


Mangiamo bene, tradizionale ma moderno.

 e beviamo:

Langhe DOC, Riesling Herzu  2010 - di Ettore Germano 



immagine tratta dal sito

La descrizione è tutta quà ed è sempre un piacere, acidità, mineralità, profumi, e finezza.

finisce in un attimo, ma dobbiamo fare attenzione all'etilometro altrimenti il bis era certo.

Unico difetto: l'etichetta, non dà l'idea del vino che propone, ma mi posso sbagliare.


Barbera d'Asti DOCG Superiore "Nizza"  2008 - Tenuta Olimbauda



14 Gradi, sembra qualcosina in più, l'alcol si sente anche al naso, ma è un tripudio di frutta rossa
in bocca gira come un bicilindrico, rotondo rotondo: un bel Nizza.

Finisce

Finisce tutto ma con una bella(bottiglietta di amaro della casa (buono) sul tavolo continuiamo a chiacchierare tranquilli senza assili.

conclusione: si sta bene

e fuori continua a piovere



venerdì 28 novembre 2014

Super Tuscans: fu vera gloria? Degustazione ONAV ad Asti



Serata all'Hotel Salera ad Asti con degustazione di " Super Tuscans" condotta da Giancarlo Sattanino e Mario Redoglia.


Salone pieno e molta attesa per questa serata, vini che non sono nelle mie corde ma che fanno parte della storia del vino.


L'ordine di degustazione a coppie, non segue l'annata ma segnala il passaggio dall'uso del Sangiovese ai vitigni internazionali


Prima coppia


Super tuscans atipici in quanto sono a base di Sangiovese, li accomuna il rifiuto della camicia stretta del disciplinare del Chianti.




Pergole Torte 2011 - Montevertine




Uvaggio: Sangiovese 100% Fermentazione alcoolica: in vasche di cemento per circa 25 giorni


Fermentazione malolattica: in vasche di cemento


Invecchiamento: 18 mesi in botti di rovere di Slavonia, 6 mesi in barriques e circa 6 mesi in bottiglia


Colore non intenso, che rispecchia il vitigno, grande intensità olfattiva, ancora molto fruttato anche se si cominciano a sentire profumi terziari.


In bocca i tannini si sentono, ancora un po' giovane spicca per acidità e grande persistenza ottimo compagno di un pasto, il più vicino ai miei gusti tra gli assaggi della serata


Sezzana 2004 - La Spinetta Casanova






Siamo a casa.


I Rivetti di Castagnole delle Lanze alla conquista della Toscana.


Il Sezzana è un vino fatto per il mercato estero, non si trova sul sito in lingua italiana.


I.G.T. Toscana,


Vitigni: 95% Sangiovese, 5% Colorino


Contenuto alcolico: 14%


Fermentazione alcolica in rotofermentatori per 6-8 giorni a temperatura controllata, malolattica in botti di rovere, invecchiamento in rovere francese di media tostatura, per 12-14 mesi, quindi in bottiglia per 8 anni, nessuna filtrazione ne chiarificazione.

Colore intenso: il colorino fa il suo mestiere

Al naso una esplosione di frutta cotta e sotto spirito, con accenno di note balsamiche e spezie.

In bocca grande corpo ed acidità, tannini lunghi e setosi ,grande persistenza, dieci anni e non si sentono. grande vino.



Seconda coppia


(lotta tra parenti, Incisa della Rochetta e Antinori sono cugini)

Passiamo ai veri Super Tuscans muscolari che lasciano da parte il Sangiovese per il Cabernet Sauvignon


Tignanello 2010 - Antinori - Toscana IGT



Uvaggio: Sangiovese 80%, Cabernet Sauvignon 15%, Cabernet Franc 5%

Fermentazioni separate, malolattica in barriques, invecchiamento di 12-14 mesi, in fusti di rovere francese ed ungherese, in parte nuovi ed in parte da primo passaggio sempre separatamente.


Colore intenso.

Al naso fruttato con frutta sotto spirito e spezie che virano sul dolce, chiodi di garofano

In bocca grande struttura, con un tannino lungo non ancora prontissimo, grande persistenza.


Sassicaia 2011 - Tenuta San Guido - D.O.C. Bolgheri Sassicaia







Uvaggio: Cabernet Sauvignon 85% , Cabernet Franc 15%


Vinificazione in acciaio a temperatura controllata intorno ai 30° - 31°C.

Circa due settimane di macerazione sulle bucce, con vari rimontaggi e délestages.

Malolattica in acciaio.

Invecchiamento: Il vino viene affinato in barriques di rovere francese per 24 mesi e successivamente

affronta un periodo di affinamento in vetro prima della commercializzazione

Ecco il più conosciuto dei Super Tuscans, prezzo non da tutti i giorni, si presenta con un colore cupo ed intenso.

Il naso è fine e minimalista, frutto in sottofondo, prevalgono le spezie con una leggera nota erbacea

In bocca è una esplosione, grande corpo, un vino da masticare, tannini setosi che scivolano nella bocca, grande persistenza, vino da selvaggina.

Come me lo aspettavo, non può non piacere anche se non è il mio vino.


Terza coppia


Magari 2010 - Ca' Marcanda

solo vitigni internazionali
prevale la componente dolce, corpo struttura persistente
ai più piace a me no.
Per scelta nessun sitoweb
per scelta poche parole


Mormoreto 1999 - Frescobaldi Toscana IGT





Uvaggio:' 60% Cabernet Sauvignon, 25% Merlot, 15% Cabernet Franc

Fermentazione in acciaio, durata fermentazione: 15 giorni, tempi di macerazione: 28 giorni Fermentazione malolattica in barriques , affinamento in barriques nuove in rovere francese per 18 mesi


colore un po stanco che non promette meraviglie

al naso solo terziari, ma con pazienza si trova di tutto, a me ricorda una scatola di tabacco cubano che ho, lasciata li da anni, ed ogni tanto la annuso perchè mi piace.

In bocca struttura e corpo ma si sente la fase calante


Bella serata

Sparigliamo infine con un Alta Langa di Serafino per un brindisi.


sabato 15 novembre 2014

Ma dov'è la Franciacorta?

Franciacorta è "Off the beaten track" , un posto dove non si va, si sa che esiste ma non dove si trova: provare per credere, naturalmente non con i milanesi che sono a due passi.

Per tagliare la testa al toro (mi sembra di parlare come Bersani) ho portato un pò di Franciacorta a "casa" con due belle etichette Barone Pizzini e BersiSerlini



Barone Pizzini Franciacorta Brut Nature 2010 - finalmente una etichetta chiara con data sboccatura



Bersi Serlini Franciacorta Extra Brut Millesimato 2010, dal numero di lotto la sboccatura dovrebbe essere Giugno 2014

Un gran bel bere, non mi dilungo sui profumi,ognuno ci può trovare quello che vuole, ma in bocca sono una meraviglia, acidità e cremosità
vorresti sempre il bicchiere pieno.

Personalmente preferisco il Barone Pizzini mentre Bubu il Bersi Serlini, ma non è un problema perchè ce le siamo scolate entrambe.

W la Franciacorta!   ......ma dov'è  sta Franciacorta?

giovedì 30 ottobre 2014

I vini del Penedes

Interessante serata organizzata dall'Onav di Asti all'Hotel  Salera, protagonisti i vini del Penedes

mappa tratta da www.dopenedes.cat/

Non solo Cava nel Penedes, anche se questa tipologia fa la parte del leone con due grandi marchi
Freixenet e Codorniù che si dividono più del 90% del mercato. San Sadurni d'Anoia e Vilafranca del Penedes sono le città del Cava , 

Come si può osservare sulla mappa, il Penedes è divisibile in tre zone

  • Penedes Maritim, la zona più calda, prevale il vitigno Garnacha
  • Penedes Central, Macabeu e Xarel-lo
  • Penedes Superior  con altezze sup ai 400m , Parellade, Riesling, Gewürztraminer

La particolarità del Cava è quella di valorizzare nella spumantizzazione vitigni autoctoni

  • Xarel-lo, apporta aromi
  • Parellada , porta freschezza e acidità(perde eleganza se coltivato in zone basse)
  • Macabeu o Viura, corpo e acidità
  • Chardonnay , in aggiunta non fa mai male
Buona, anche se irrilevante la produzione dei Vini Bianchi fermi in cui prevalgono i vitigni autoctoni, accompagnati dal Sauvignon Blanc e Chardonnay. I rossi si ispirano al taglio bordolese con prevalenza di Cabernet e Merlot

I vini presentati sono 7 e tutti interessanti, peccato manchi il Cava, ma ci rifaremo.


Xarel-lo in purezza con una particolarità di una sosta sui lieviti di 6 mesi in botti ovali di cemento e botti di acacia, tappo a vite.

intenso al naso, mi ricorda i vermentini della riviera di ponente con buona mineralità, in bocca rivela una sorprendente freschezza, ma è un po' corto ed ha un finale amarognolo


Xarel-lo da vigne di 60 anni, riposa 4 mesi sui lieviti in botti di rovere


Si presenta un po chiuso al naso, l'enologo Marco Redoglia sottolinea che potrebbe dipendere dalla vinificazione in iper-riduzione, pian piano si apre ed offre un vasto ventaglio di profumi, si parte come da manuale con il frutto della passione per poi terminare con note speziate e cioccolatate


3) vino Cosmic Pares Baltà 2013

Ha un bel colore giallo dorato, presenza di Xarel-lo e Sauvignon Blanc e si sente, piacevolissimo con il Sauvignon che prevale al naso in tutte le sue sfumature, in bocca fresco, citrino e con nota finale amarognola tipica del vitigno internazionale



4) vino Torello Gran Crisalys 2012

Xarel-lo e Chardonnay vinificati separatamente in botti di rovere con tostatura + come rivela il sito web e si sente sia al naso che in bocca, piacevole, ma per i miei gusti troppissimo legno, che lo rende stucchevole in bocca





Cambiamo colore e vitigni, ecco un bel rosato buccia di cipolla a base di Merlot e Sumoll un vitigno rustico del Penedes di grande acidità e tannini tosti.
Si presenta con note vegetali in evidenza, mentre al gusto si evidenzia un marcato residuo zuccherino, piacevole, ottimo come aperitivo






6) vino Barthomeus Negre 2012

Bottiglia psichedelica per questo rosso a base Merlot - Cabernet Sauvignon, vino dal colore impenetrabile con un naso varietale, erbaceo e peperone verde in evidenza mescolatia frutta rossa matura, piacevole da bere con in evidenza la morbidezza del tannino






Cabernet in purezza per finire, anche qui colore impenetrabile, naso dolce marmellatoso, mi ricorda i Negroamaro, erbaceo e speziato , bel tannino già morbido e molto lungo in bocca




Conclusione
Ben riassunta da Giancarlo Sattanino con la parola sorpresa sia per la freschezza dei bianchi, la pulizia del prodotto, che per la gradevolezza dei vini rossi, passando per un gradevole e non banale rosato. Occhio alla Spagna!

domenica 28 settembre 2014

Giocavamo alla Lippa, beviamo la Lippa

Bella serata, forse l'ultima per mangiare all'aperto e così ci ritroviamo la sera del giovedì di fine settembre nel giardinetto del Ristorantino Tantì per fare due chiacchiere tra amici.
Si mangia e si beve anche, la farinata è buonissima e l'accompagniamo con una bottiglia di Arneis di Scanavino, facile beva, profumi giusti, pera su tutto, finisce presto, troppo presto.
Siamo a Nizza Monferrato che fare se non scegliere un Barbera.
Ultimamente mi faccio suggestionare dai nomi, dai particolari e scorrendo la lista ecco La Gironda di Galandrino, nome che evoca tornei medioevali, dame, cavalieri, e poi il nome del Barbera: la Lippa: abbiamo gli anni per aver giocato alla lippa, abbiamo giocato alla lippa ed allora beviamo la Lippa!


Barbera di 13 gradi, una rarità in bottiglia, siamo abituati ai 13,5 - 14 . L'idea è, ne beviamo un bicchiere e poi la finiamo domani a casa . Si fa presto dire, ma la bevibilità è la forza del Barbera e la Lippa in particolare fa della pronta beva il suo atout, solo acciaio, un vino quotidiano di gran classe . Stiamo ancora cercando di capire ed è già finita.
Quello che conta in cantina non sono i grandi aggettivi ma i "morti sul tavolo"!

giovedì 18 settembre 2014

Il Mago di Oz

Antefatto

Ricevo in regalo da Carlo via Giorgio una bottiglia di Valpolicella Rosso Reverie  2012 Zyme


Mi colpisce il colore dell'etichetta inusuale non conosco il produttore ,non approfondisco e la lascio in un angolo della cantina.

La settimana scorsa, cercando un rosso in cantina da abbinare ad un pranzo leggero, tentenno, il colore stuzzica, la gradazione anche, solo 11,5  e con tutti i vitigni dell'Amarone.

Non resta che provare: una sorpresa! proprio il rosso che volevo, l'ideale per il pasto di tutti i giorni.

Incuriosito, mi informo e scopro la cantina di Celestino Gaspari, il nome mi piace, caratterizza la persona e con un nome tale non si possono che fare vini buoni.
Gira e rigira tra le tante cose che non so e che Celestino fà c'è anche l'ozeleta, nome di un vitigno veneto minore, altro nome che mi piace e suona bene all'orecchio. 
Credo nelle combinazioni, ho appena letto un elenco di tutti i vitigni minori del Piemonte, perchè non passare al Veneto? Digita e ridigita ed eccolo il manuale che cercavo.

Sempre più curioso telefono a Giorgio 
"non avrai mica per caso anche una bottiglia di Ozeleta?"
ma boh, pare di no, non ricordo.
Peccato!

Invitato una sera a cena ecco la Sorpresa: prima ci scoliamo tre bottiglie di Reverie, peccato per una rovinata dal tappo e poi ....


Il Mago di Oz in persona: nel bicchiere il colore incanta. - Sangue di Drago, mi sento trasportato in un mondo di  orchi  e di fate. Il drago si sente anche in bocca, aggredisce, tannino ruspante ma non fastidioso, forse il drago è ancora bambino, mangia caramelle di frutta, forse fuma di nascosto, è sempre un draghetto e poi in lontananza spezie. Annata 2007

Conclusione: Zymè cantina da ricordare, nomi  dei vini indovinati e per finire mi permetto il gioco del punteggio  85/100 per Reverie e 90/100 per Oz con un punticino arbitrario in più per il colore
.... e tanta soddisfazione.

mercoledì 26 marzo 2014

Finalmente Champagne!

Bella serata organizzata dall'Onav di Asti all'Hotel Salera, tanta gente ed interessante excursus sullo Champagne  da parte di  Gionata Venesio ( già conosciuto nel corso Fisar) che alla fine presenta la sua batteria di Champagne che importa direttamente con la sua ditta  La Cuvee Srl

Si parte

Prima entrata Champagne Julien Chopin Brut Nature Carte Noir



95% di Pinot Meunier e 5% di Chardonnay
pas Dosè
L'avevo già assaggiato in altra occasione e mi era piaciuto, anche se tra gli champagne assaggiati è il più
squilibrato, ma con grande personalità. In primis il vitigno vinificato quasi in purezza, cosa non usuale 
 l'uva matura prima delle altre e diventa una specie di riparo naturale in caso di vendemmie problematiche,il Pinot Meunier non invecchia bene, infatti è  trascurato nella creazione dei millesimati. Ha una grande qualità un livello di acidità  superiore a quello del Pinot noir e un contenuto di  coloranti inferiore. La prima parola che viene in mente è freschezza, segue vinosità, al naso  un attacco agrumato anche se di non grande potenza olfattiva, stessa cosa in bocca con un finale amarognolo tipico del vitigno, non il miglior champagne ma un onesto compagno di pasto.

Seconda entrata: Champagne Bourdaire Gallois, Blanc de Noirs,




100% Pinot Meunier
dosage 7 gr/l

Pinot Meunier in un altra declinazione, siamo nella montagne de Reims. Al naso risulta in primis la nota agrumata, citrino ma un pelo meno acido del precedente, completa il bouquet il floreale e la tipica crosta di pane meno spigoloso del precedente, ma anche con meno personalità.




Terza entrata: Champagne Sourdet-Diot Cuvee de Reserve



80 % Pinot Meunier – 20 % Chardonnay
selezionato *** guida Hachette 2013
Dosage : 12 g/l

Siamo nella Valle della Marna , c'è lo Chardonnay e si sente nei profumi e nella morbidezza.
Le note agrumate sono più tenui, prevalgono i fiori bianchi, biancospino e poi sembra di entrare in una pasticceria. In bocca, equilibrato, lungo con finale leggermente amarognolo (noccioline americane)

Quarta entrata: Champagne Maquart Lorett Rosé Brut Premier Cru


100% Pinot Noir
dosage 11 gr/lt  - affinamento 4 anni

Non è un Saignée ma un assemblaggio di un Pinot nero vinificato in bianco e di un Pinot Noir Coteux Champenois, splendido colore e profumi che ti aspetti, lampone con un finale di cassis oltre il solito salto dal fornaio. Non di grande struttura, ottimo aperitivo.

Ultima entrata con il botto: Champagne Marin & Fils Millésimé 2004


60% Pinot Noir, 40% Chardonnay
dosage  9 gr/lt
selezione di uve provenienti da vigne vecchie che vantano un'età media di circa 50 anni.

Complessità al naso fiori, frutti, spezie e panettiere, con un evidente finale di camomilla ed in bocca con un finale leggermente dolce.


giovedì 27 febbraio 2014

Focus sul Grignolino

il grignolino (qui c'è tutto)

Il titolo del post non è mio ma l'argomento di una bella serata all'Onav di Asti.

Punto primo il grignolino mi piace, a molti altri no e me ne dispiace.

Parlando di grignolino le caratteristiche che saltano agli occhi anche di un inesperto come me sono colore e tannini.

Colore - da piemontese sono abituato a vini con tonalità scariche, ma capisco che la nota "giallastra" data da
molti vini non aiuta

pochi antociani + tanti tannini(di colore giallo)


Tannini - l'irruenza del tannino disturba, spiazza, incuriosisce, all'assaggio di un grignolino pare di tornare ai bei tempi quando si girava l'europa per assaggiare birre di ogni dove, e la sorpresa era il luppolo sempre diverso ed a volte spiazzante.
Le altre caratteristiche sono:

Poca acidità (compensata dai tannini)
Poca struttura (estratto secco  20, 25 g/l)
Profumi delicati(nota fruttata e speziata , pepe verde)
Non stanca
Di facile abbinamento

Le terre del Grignolino sono l'Astigiano ed il Casalese, zone contigue contigue e fanno entrambe parte del Monferrato. Hanno entrambe una specifica denominazione d'origine: "Grignolino d'Asti" dal 1973 e "Grignolino del Monferrato Casalese" dal 1974.La vinificazione avviene in purezza o con un max del 10% di Freisa. Più recente e più vasta è la denominazione Piemonte DOC Grignolino. In questo caso il disciplinare 85% di Grignolino e un 15% di uve autorizzate.

Parliamo di una produzione di nicchia


Grignolino d'Asti        (2004)                                  ettari vitati  454 ha  produzione 19,916  hl
Piemonte Grignolino   (2012)                                  ettari vitati  182 ha  produzione    8,160  hl

Il Grignolino del Monferrato Casalese è sui numeri del cugino astigiano

Praticamente è reperibile solo in Piemonte e regioni limitrofe 

Vini Assaggiati

da quanto sopra il Grignolino da soddisfazione nella degustazione perchè è riconoscibile ed il gioco è tutto rivolto a riconoscerne la tipicità ed il territorio.

I primi 3 vini sono 2013, appena imbottigliati, con la solforosa che può influenzare profumo e colore.

Grignolino d'Asti -  2013 - Goggiano   Refrancore(at)


Una primizia: non ancora imbottigliato, con campione preso dalla botte
Il colore esprime freschezza che si rivela anche al naso ed al gusto.
equilibrato, fruttato e speziato non si sovrastano, tannini ancora un po duri ma di grande bevibilità
il compagno ideale di un pasto.


Grignolino d'Asti - 2013 F.lli Durando  Portacomaro(at)


appena messo in bottiglia, un po di solforosa si sente, colore che vira verso sfumature giallastre
tipico nei profumi, in evidenza pepe verde e note erbacee, tannino in evidenza

Grignolino d'Asti - 2013 Ferraris Castognole Monferrato(at)


Il più tannico dei grignolini in assaggio, e non sfigura sicuramente, un po di bottiglia non gli farà male


Grignolino d'Asti - 2012 Casorzo  Cascina Moncucchetto  


Inizialmente chiuso, poi si apre, prevale la nota vegetale.


Grignolino del Monferrato Casalese -2012 Gaudio Vignale  M. (al) 


Passando al Grignolino del Monferrato Casalese, Bricco Mondalino è certamente un pezzo da novanta, un leggero residuo zuccherino, una maggiore struttura dovuta probabilmente al terroir, un po chiuso all'inizio forse a causa della leggera rifermentazione che fa prevalere gli aspetti vinosi
un bel bere - mi piace


Grignolino del Monferrato Casalese - 2012 Accornero  Vignale M


Premessa, già provato anni fa, lo ricordo per il colore che non ricorda per nulla gli altri grignolini, potrebbe dipendere anche dal terreno, che nella zona passa dal sabbioso al marnoso.
Accanto ad altri grignolini mette a disagio come un intruso, per il resto nulla da dire si beve bene, un bel vino, ma non è il mio grignolino.


Complimenti alla selezione ed alla sequenza che oltre ad essere temporale  è anche territoriale, un bel viaggio tra le colline del Monferrato.

giovedì 28 novembre 2013

Tastuma l'Arneis

Serata interessante e giornata impegnativa dedicata all'Arneis

Preambolo

 Di passaggio a Castelnuovo Belbo sulla via di casa trovo il Camera che si dedica al suo sport preferito: la ricerca del Tuber Magnatum Pico. Rimette in auto Balù, e mi dice: " Devo farti assaggiare una cosa".
Tergiverso, perchè  so già come va a finire, ma è inevitabile. In casa in compagnia di Laura mi apre una prima bottiglia, Nascetta 2012 de " Le Strette" di Novello

La comparazione a ricordo,( ed i vini li ricordiamo bene) è con una precedente bottiglia bevuta a San Giacomo nell'inverno scorso, effettivamente molto più profumata. Una vecchia bottiglia è ancora nella mia cantina rifaremo di sicuro il confronto.

Parlando di bianchi che a noi piacciono non si può non finire nell'Arneis ed ecco che spuntano due bottiglie
stesso, produttore ma provenienti da terreni diversi. Monchiero Carbone







entrambi i prodotti sono validi, si discute di gusti personali
di profumi, di sensazioni.
Le uve del Cecu d'la Biunda( nomignolo del nonno del produttore) provengono dai terreni soffici e calcarei siti sia sulle colline che attorniano la "Valle di Vezza", sia su quelle che fanno da contrafforte alle Rocche di Canale, il celebre Cru Bric  Renesio, antico nome di Canale d'Alba.

Il ReCit, in piemontese significa piccolo Re è sottolinea l'importanza che si vuole dare al vitigno, il vino è un assemblaggio di uve provenienti da Canale, Vezza e Priocca

Ricordiamo anche una recente bevuta sempre a base di Arneis

un Vigne Sparse profumatissimo di Almondo con 5 mesi di sosta sulle feccie fini 




Riesco a" liberarmi"
 piccola sosta in quel di Nizza ed eccoci di ripartenza questa volta con Giorgio alla vota di Hasta Pompeia
per un altro incontro ravvicinato con l'Arneis.

Qualche appunto

La cattura del Tanaro e la formazione del Roero

Roero e l'arneis un binomio inscindibile

il Roero, un terrior ad alta vocazione vitivinicola


Gli amici ONAV di Asti dopo una breve storia del vitigno e della sua vinificazione in Piemonte ben riassunta dai link sopraelencati hanno presentato 5 vini a confronto, che spaziano dalle Langhe al Roero  alle Terre Alfieri.

Il primo vino è del Produttore: CARLIN dePAOLO , un Terre Alfieri Doc Arneis




Zona di produzione: Piemonte, Monferrato, Colline Alfieri, San Damiano d’Asti, Asti
Clima: mediterraneo, caratterizzato da inverni rigidi con temperature che arrivano fino a -15°C e da estati calde e umide con temperature fino a 35°C
Terreno: sciolto, argilloso e calcareo
Altitudine: 250-300 s.l.m.
Sistema di allevamento: guyot piemontese tradizionale con densità d’impianto che varia da 4.000 a 4.500 ceppi a ettaro
Uvaggio: 100% Arneis
Resa per ettaro: 75 q.li/ha
Età media delle viti: 10-20 anni
Vinificazione: vasche termo condizionate a 12°C per 30 giorni
Colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli
Profumo: prevale una nota floreale di fiori bianchi che ricordano la primavera, ma si sente anche una leggera e delicata nota fruttata di mela e ananas
Sapore: tendente al sapido, pulito e asciutto
Gradazione alcolica: 13%

note: fresco e floreale, piacevole e scorrevole - interessante il prezzo in cantina


Langhe DOC Arneis Blangé Cantina Ceretto


La storia dell'Arneis in un nome ed in una etichetta. è prodotto dal 1985, 600.000 bottiglie il 12% della produzione totale delle bottiglie prodotte in Piemonte.

ottimo prodotto, forse un po anonimo.

Fontanafredda (Farinetti) Pradalupo Roero Arneis Docg 2012




vino tecnologicamente avanzato con tutti i pro e contro

Pescaja - Terre Alfieri Arneis Doc  2012


Poderi Gallino Roero Arneis Docg 2012