mercoledì 26 aprile 2017

Elogio del Vermut

.... e tutto iniziò con l'assenzio

Cominciamo con il lato triste dell'Assenzio, l'erba "maledetta" sin dalla Bibbia

Apocalisse 8-10 8-11

 Poi sonò il terzo angelo, e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia; e cadde sulla terza parte dei fiumi e sulle fonti delle acque.
 Il nome della stella è Assenzio; e la terza parte delle acque divenne assenzio; e molti uomini morirono a cagione di quelle acque, perché eran divenute amare.

Non c'è molta allegria in queste righe,  proseguendo si arriva alla fine del 1700 con un medico francese che sfuggendo alla rivoluzione, in Svizzera si inventa il liquore.
Periodo difficile, Decadentismo, la piaga dell'alcolismo
basta guardare il famoso quadro di Degas , Absinthe per capire l'atmosfera.
L'assenzio come porta per l'inferno, uno stato alterato di coscienza che rendeva l'artista visionario, esercitò il suo fascino   a cavallo tra il 1800 e 1900 tra  poeti maledetti, Baudelaire, Rimbaud, Verlaine e tra  pittori come Toulouse Lautrec, Degas, Manet.

La Fee Verte


Proibizione nel 1915, sono prese a pretesto risse e omicidi.

Il mito rivive negli anni 70 con la riscoperta del tujone, forse perchè assomiglia ad una molecola della Cannabis
1986 - la Tragedia  di Chernobyl solo per ricordare che in ucraino Chernobyl significa assenzio

2007  - Marilyn Manson, produce il proprio liquore all'assenzio in Svizzera, la gradazione non poteva che essere 66,6° e gli Stati Uniti tolgono il divieto all'importazione

immagine tratta da  The Drink Shop


Per raggiungere il massimo della tristezza ai giorni nostri con un brano rap di tal Fedez, che  con amici canta  Assenzio.

Per non aggiungere tristezza a tristezza non metto il link e non ascoltatelo ,  fate invece un giretto a Pontarlier sulla Strada dell'Assenzio.


Passiamo ora al lato allegro dell'assenzio di cui il Vermut ( in tutte le sue grafie) è l'apoteosi.

I greci davano l'assenzio ai bambini con il miele, e non morivano, ed è già una bella notizia, e ci siamo anche spostati geograficamente

La differenza dell'assenzio ben usato salta subito all'occhio guardando questo famoso spot




La patria del Vermut è il Piemonte anche se i toscani di Prato ne rivendicano l'origine. In Toscana però il vermut rimane relegato in ambito familiare, Al giorno d'oggi un'unico produttore è presente a Prato la "Numquam sas".

Cosimo Villifranchi Oenologia toscana vol 2 -1773

Come si vede lo scritto risale a  qualche anno prima del 1786, anno in cui   Carpano,  che aveva il negozio in piazza Castello elaborò la sua ricetta. Il fornitore di Carlo Alberto era però Rovere in via San Tommaso che aveva una sua ricetta poi rilevata dai fratelli  Cora.



Ma perchè il Piemonte è la patria del Vermuth? Risponde Alfredo Scofienza titolare con le sorelle de La Canellese, storica cantina di Canelli  ora a Calamandrana(AT)

1) abbiamo il vino, al tempo solo moscato che aiutava a minimizzare gli alti costi dello zucchero,
ora si usano vini più neutri come cortese o trebbiano.

2)abbiamo le Alpi vicine con tutte le erbe alpine di corredo.

3) Genova è vicina, passava da noi la via del sale, non solo sale, acciughe, ma dal porto di mare anche le spezie di oriente

Batteria della Canellese


Disciplinare del vermut

Gazz.uff. 19/02/1992
 La  definizione  di  vermut  si differenzia sensibilmente da quella
generica di vino aromatizzato.
  Tale differenza e' dovuta al fatto che per il vermut:
   possono essere utilizzati, esclusivamente i vini di  cui  all'art.
2, paragrafo 1, lettera a), del regolamento n. 1601/91 senza aggiunta
di mosti;
   tra  le  sostanze  aromatizzanti  devono essere sempre presenti le
sostanze estratte dalle diverse specie di Artemisia;
   per l'edulcorazione possono essere  impiegati  solamente  zucchero
bruciato,  saccarosio, mosto di uve, mosto di uve concentrato e mosto
di uve concentrato rettificato.


Piccola degustazione


Relazione giurati Esposizione Vienna 1873


Caratteristiche


Relazione giurati Esposizione Vienna 1873
Vermouth di Torimo Mainardi



Bottiglia vuota - gradazione bassa
Saggezza e furbizia

Relazione giurati Esposizione Vienna 1873


La disputa attuale è sulla gradazione, permettere i 14,5° di alcol minimo come vogliono le grandi aziende o  restare a 16° come vogliono i tradizionalisti.

Pier Stefano Berta ci racconta il vermut


Il tuttologo del Vermut: Fulvio Piccinino
La newage del Vermut: il Professore


La cucina sana, economica ed elegante secondo le stagioni - Francesco Chapusot

Trattato di cucina, pasticceria moderna, credenza e relativa confettureria ... Di Vialardi Giovanni

Tutte le citazioni sono tratte da Google  Books

sabato 18 febbraio 2017

Focaccia genovese - Forno del Borgo (Incrociati)

Il Forno del Borgo

via del Falcone 10r (angolo piazza Raggi)

dietro la Stazione Brignole

Il Forno del Borgo (Incrociati)
Focaccia buonissima, morbida e giustamente unta, hanno un'altra rivendita in via Canevari, a due passi

Rivendita per i ritardatari nel pomeriggio


Da non perdere se si arriva col treno a Genova Brignole.

Mercato Orientale Genova


Visto che siamo a Genova passando dal mercato orientale proviamo anche la focaccia della Forneria


La Forneria al Mercato Orientale
Il banco è fornitissimo, torte salate in evidenza, ma la focaccia non è nelle nostre corde, buona ma anonima, meglio il resto della produzione.
Altra sede (elegante) in Piazza Colombo

Forneria Piazza Colombo Genova
Panificio Santa Rita in un vicoletto dietro il Mercato Orientale da cui si accede, focaccia un po' gnecca, forse un po' cruda - rivedibile

Panificio Santa Rita



Per non sbagliare terminiamo la mattinata in bellezza dal il Genovese in Via Galata 35r

Il Genovese di Via Galata 35

Prezzi onesti, pesto stratosferico, e barberozza di Costigliole bevibilissima.
(buono anche il bianco sfuso di Claudio Mariotto)
(unica pecca il caffè)

Prima di prendere il treno si passa da Mario - sempre un classico

Focaccia da Mario in via San Vincenzo




sabato 11 febbraio 2017

Al Poeta di Torino non garba il Freisa vino

 ma noi al poeta non crediamo ed il perfido uvame ci beviamo




Freisa d'Asti -2015 - Cascina Macaron
Consiglio di leggere questo breve opuscolo da cui ho tratto qualche strofa  - La frase che trovo ancora rappresentativa è 

 il Piemontese nuota nel vino


Tratta da"DANNI CHE RECA IL VINO DI FREISA" poesia Torino 1795(wikisource)

Quasi tutte a son piantà
     D’ col Uva scelerà
     Cha fa dventè malavi
     Tant ’l gof, com ’l savi.
Freisa as ciama col Uvai
     Cha ne causa maggior guai
     Piena d’acid tartaros
     Bin cattiv, e bin fevros.

.....

Ch’ col acid tartaros
     Trist, cattiv, e acrimonios
     Dla Freisa rusia i dent,
     Con dolor, e gran torment:
Cha fa veni la scarlatina;
     E petecchie sulla schina,
     Sulla pansa, e tut ’l corp,
     Com la pules quand a mord.
......

Ma tornand a col Uvai
     Malandrin, e causa mai
     Ca proven da cola vis,
      Ch’ da noi la Freisa a s’ dis.
I sai nen com a sia andà,
     Ch’ an Piemont a sia antrà
     Una vis così maligna,
    Cha fa veni pr fin la tigna,


 "Dobbiamo dunque ben cautelarsi dall’usare vino di Freisa per ordinaria bevanda, attesi li pregiudizj, che arreca alla salute umana; e siccome in quasi tutti i vini v’entra di quel perfido uvame, che Freisa appellasi, perciò, a fine di sottrarsi dalle dannose sue conseguenze, non bisogna accontentarsi di poco adacquare il vino, ma bisogna, che l’acqua superi la quantità del vino"



Bella anche questa frase:


  Nel volere offerire un Piemontese sedendo a mensa nella Città di Lione ad una Signora Francese del vino, ebbe da essa in ringraziamento dell’offerta queste parole. Nous bevons pas du vin, comme font les femmes a Turin.

Nel 1795 una spanna avanti ai nostri cugini francesi anche se rivoluzionari.


Memoria intorno al lusso delle viti - del Signor Teologo Cauda da pag 240 citato nel poema 

Memorie Reale Società Agraria 1788 - Googlebooks


Ebbene, tutto questo per dire che oggi mi sono bevuto una bella Freisa di Asti, onesta e proletaria, pagata 3,50 Euro, direttamente dal produttore che ha uno spaccio in Nizza Monferrato(AT) accompagnandola ad un pezzo di salciccia appena scottata della stessa Cascina Macaron

profumi vinosi, un bel tannino ruspante ed una vivacità controllata. 

Un  vino non certo moderno,  ma finito in un attimo e per ora non mi è venuta "la tigna"






Freisa d'Asti - Sergio Aschiero

Verso fine '800 le cose cambiano : Nel libro " L'Enologia Piemontese" (1904) ecco le parole di Arnaldo Strucchi


La viticoltura piemontese possiede nel Freisa
un vitigno prezioso per robustezza di ceppo, per la resistenza
alle crittogame e per abbondanza e bontà di
prodotto. Ha la sua sede principale sui colli di Chieri,
Moncalieri, Torino; ma si trova però coltivato estesamente,
senza esservi prevalente, in quasi tutti i
Comuni del Piemonte, in ispecial modo nei Circondari
di Alba, Asti e Casale Monferrato, dove, appunto
per la sua resistenza alla peronospera, ha sostituiti i
così detti Uvaggi (uve rosse diverse)

ed anche


E vino ricco di tannino, aspro, astringente, di bel
colore rosso vivo, di facile serbevolezza, ma di lenta
maturanza. A diminuirne l'asprezza soccorre in pratica
il diraspamento intero o parziale, a seconda dei
casi, nella vinificazione.